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dic 14 2016

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VERSO IL 60° ANNIVERSARIO DAI TRATTATI DI ROMA

“L’Europa deve respirare con due polmoni: quello del nord e quello del sud”
Il Trattato di Roma fu sottoscritto nella capitale italiana il 25 marzo 1957 e rappresenta il momento decisivo del processo costitutivo delle Comunità Europee. I sei Paesi firmatari (Francia, Germania, Italia, Belgio, Lussemburgo e Olanda) istituirono con detto Trattato una Comunità Economica Europea (CEE) e la Comunità Europea dell’Energia Atomica, meglio nota come Euratom. Nel 1951 era stato, invece, sottoscritto il Trattato costitutivo della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA). Quest’ultima, istituita con trattato a tempo, è cessata il 23 luglio 2002. Euratom, al contrario, resta in essere come Comunità giuridicamente autonoma dall’Unione Europea, pur condividendone le istituzioni.

A cosa rinunciarono i sei Paesi firmatari?
I sei Stati membri originari rinunciarono, con detti trattati, a parte della loro sovranità a favore di una comune entità sovranazionale, seppure limitata inizialmente a specifici settori. Dal punto di vista strutturale, le tre Comunità (la preesistente CECA, la CEE ed Euratom) ebbero istituzioni almeno in parte separate. In particolare, erano comuni, la Corte di Giustizia e l’Assemblea. L’ Alta Autorità CECA e le due Commissioni CEE ed Euratom, invece, restavano separate. Tale assetto fu mantenuto fino al 1967, quando entrò in vigore il Trattato sulla “fusione degli esecutivi”, che rese il Consiglio e la Commissione istituzioni comuni.

 

Elementi essenziali del Trattato

Assetto istituzionale
L’equilibrio istituzionale del Trattato si fonda sul rapporto fra Consiglio, Commissione e Parlamento europeo, i quali sono tenuti a collaborare tra loro. La struttura originaria prevedeva ruoli fortemente distinti, con la Commissione incaricata di proporre normativa ed il Consiglio di adottarla, riservando un ruolo essenzialmente consultivo al Parlamento europeo. La Commissione, collegio indipendente dai governi degli Stati membri che la nominano di comune accordo, rappresenta l’interesse comune. Essa detiene il monopolio dell’iniziativa normativa e propone gli atti comunitari. Guardiana dei trattati, essa vigila sull’applicazione dei trattati e del diritto derivato. Nel quadro della sua missione, la Commissione dispone del potere esecutivo per attuare le politiche comuni, della gestione dei programmi dell’Unione e della gestione del bilancio comunitario.

Il Consiglio, composto dai rappresentanti dei governi degli Stati membri, detiene le competenze decisionali fondamentali ed è assistito dal Comitato dei rappresentanti permanenti (COREPER), responsabile della preparazione del lavoro del Consiglio e dell’esecuzione dei compiti che quest’ultimo gli assegna.

Fra le altre istituzioni, menzionate nella sezione precedente, un ruolo particolarmente rilevante spetta alla Corte di giustizia, alla quale s’è affiancato dal 1988 il Tribunale di primo grado. La Corte detiene un ampio spettro di competenze, la più rilevante delle quali è relativa al rinvio pregiudiziale da parte di giudici nazionali per l’interpretazione del Trattato. Negli anni, tramite un’interpretazione spesso estensiva del Trattato, la Corte ha rappresentato un elemento di sviluppo fondamentale del processo di integrazione comunitaria.
Il trattato di Lisbona
Firmato 13 dicembre 2007 In vigore 1° dicembre 2009

Conferiti maggiori poteri al Parlamento Europeo. Istituzione del Consiglio Europeo, della figura del relativo presidente e dell’altro rappresentante dell’Unione per gli affari esteri (PESC). Introduzione del diritto d’iniziativa dei cittadini europei.

Trattato di Nizza
Firmato 26 febbraio 2001 – In vigore 1° febbraio 2003

Rafforzati i poteri legislativi e di controllo del Parlamento. Estensione del voto a maggioranza qualificata a molteplici ambiti in seno al Consiglio.
Trattato di Amsterdam
Firma 2 ottobre 1997 – Entrata in vigore 1° maggio 1999

Semplificazione del processo decisionale e ampliamento del campo di applicazione.  Il Parlamento acquisisce il diritto di approvazione della nomina del Presidente della Commissione.

Trattato sull’Unione Europea – trattato di Maastricht
Firma 7 febbraio 1992 – Entrata in vigore 1° novembre 1993

Pone le basi per la creazione dell’Unione monetaria europea e di quella politica. Istituisce l’Unione europea al posto della CEE. Introduce la procedura di co-decisione, nuove forme di cooperazione comunitaria su difesa, giustizia, affari interni.
Atto unico europeo
Firma 17 febbraio 1986 (Lussemburgo) – 28 febbraio 1986 (L’Aia) – Entrata in vigore 1° luglio 1987

Istituisce la Cooperazione politica europea e di parere conforme: vengono così rafforzati i poterei legislativi del Parlamento Europeo. La denominazione “Parlamento europeo” diventa ufficiale.
Secondo Trattato Bruxelles
Firmato  22 luglio 1975 – Entrata in vigore: 1 giugno 1977

Il Parlamento europeo ottiene il diritto di respingere il bilancio comunitario e di concedere il discarico alla Commissione per l’esecuzione del bilancio. Viene istituita la Corte dei conti europea.

Trattato di Lussemburgo
Firma 22 aprile 1970 – Entrata in vigore 1 gennaio 1971

Primo trattato in materia di bilancio. Modifica alcune disposizioni in materia di bilancio sancite nei trattati precedenti. Rafforzati i poteri di bilancio dell’Assemblea.
Trattato di fusione – trattato di Bruxelles
Firma 8 aprile 1965 – Entrata in vigore 1 luglio 1967

Istituisce un Consiglio unico ed una Commissione unica delle Comunità europee CEE, Euratom, CECA. E’ stato abrogato con il trattato di Amsterdam (1997).
Trattati di Roma – trattati CEE e EURATOM
Firma 25 marzo 1957 – Entrata in vigore 1 gennaio 1958

Istituisce la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). Estende l’integrazione europea alla cooperazione economica generale.
Trattato di Parigi
Firma 18 aprile 1951 – Entrata in vigore 23 luglio 1952

Istituisce la Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) per evitare che un paese potesse mobilitare le proprie forze armate all’insaputa degli altri.

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